Non essere pigro…

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Immagine bimba con conchiglia
Caro amico…
Spesso non ce ne rendiamo conto, ma viviamo in un mondo di suoni violenti e complessi, spesso fastidiosi, sintetici, fagocitati da altoparlanti nascosti e disseminati come spie, voci umane create da macchine, lontane dalla nostra essenza così semplice.
Del resto il nostro “cibo” sonoro non poteva essere scevro da inquinamento, come tante troppe cose negli ultimi decenni. Perdiamo di vista il calore della voce umana, quella rauca del nostro risveglio o nervosa e veloce a lavoro, informale durante le brevi pause al bar, calda e piena di passione quando riusciamo ad amare, sguinzagliandola nel buio.
Perdere l’ascolto è terribile. Non rinnovare l’abbonamento al teatro perché ci capitava di ridere assieme agli altri, fingendo di aver compreso la battuta dell’attore, come mi confessava Luisa o come Giorgio, che rinuncia alla caccia, sua unica e grande passione perché impossibilitato ad udire il “verso” della Beccaccia. Mariarosaria che non riesce a parlare al telefono con il suo unico figlio che vive in Svezia, ricorrendo all’apporto annoiato della vicina che ogni sera ripete a voce alta ogni frase… Sono moltissimi i casi di cui potrei parlarvi, vita quotidiana, semplicemente vita vera.
Perché ho scelto questo mestiere?, perché in molti di questi casi che ho citato, sono bastati due apparecchi acustici elettronici, un piccolo percorso riabilitativo, un pizzico di pazienza per tornare ad ascoltare la vita. Questa è la ricetta per l’impasto sonoro che nutrirà la nostra mente e le nostre giornate. Volersi bene equivale a volere bene. Come citava il nostro amato scrittore partenopeo l’Ing. Luciano De Crescenzo, “amare può condurci spesso a sentimenti contrastanti, addirittura contrari come l’odio, mentre il bene non conosce limiti e può essere eterno”. Vogliamoci bene, non trascuriamo il nostro udito, non lo maltrattiamo, come il colesterolo o l’ipertensione, anche l’udito ha dei parametri noti, un esame nel mio studio non costa nulla ma potrebbe motivarti a non far peggiorare le cose, cristallizzare una traccia acustica da comparare in futuro. Vienimi a trovare, ti aspetto con affetto.
Cristiano.
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Chi ha diritto ad ottenere gli apparecchi acustici gratis?
Devo ammettere che non è semplice spiegarlo in parole povere, cercherò di essere sintetico….e meno male!!

Il S.S.N. fornisce non direttamente, ma mediante l’intervento di aziende convenzionate iscritte in appositi elenchi, gli apparecchi acustici gratis, purché tali soggetti abbiano l’invalidità civile riconosciuta pari o superiore ad un terzo (34%).
Quali sono i soggetti che hanno diritto alla fornitura a carico del S.S.N.?
Oltre ai pazienti con ipoacusia superiore ai 65 dB nell’orecchio migliore, hanno diritto alla fornitura anche i pazienti con ipoacusia inferiore ai 65 dB, ma portatori anche di altre patologie certificate che raggiungano in cumulo 1/3 di invalidità (34%). Anche se viene accertata una forma di ipoacusia, non sempre l’ASL riconosce il diritto alla fornitura gratuita dell’apparecchio acustico.
Infatti, se l’invalidità è riconosciuta per la sola ipoacusia, è necessario che questa sia maggiore o uguale a 65 dB nell’orecchio migliore.
Se l’invalidità è riconosciuta invece per una serie di patologie tra le quali l’ipoacusia, questa può essere inferiore a 65dB a patto che la somma delle patologie dia un’invalidità almeno pari a 1/3. Hanno diritto alla fornitura gratuita degli apparecchi acustici tutti coloro che hanno seguito la procedura per il riconoscimento dell’invalidità civile e ai quali sia stata riconosciuta una percentuale d’invalidità uguale o superiore a 1/3 (34%). Nel verbale di riconoscimento dello stato di invalidità deve essere esplicitamente espressa la patologia “ipoacusia”; in caso contrario è necessario richiedere l’aggravamento (il percorso da seguire è lo stesso che per la richiesta dell’invalidità). Gli invalidi affetti da cofosi (assenza di qualsiasi residuo uditivo utilizzabile da entrambi i lati) non hanno diritto alla fornitura protesica. Chi è riconosciuto “invalido civile al 100% con accompagnamento”, ma nel verbale d’invalidità non presenta la diagnosi di ipoacusia ai soli fini dell’erogazione dell’apparecchio acustico, può avere comunque diritto all’apparecchio gratuito. Occorre che presenti all’Unità Ospedaliera Protesica distrettuale di residenza la “Domanda di riformulazione della diagnosi” su apposito modello A.S.L., allegando la copia dell’ultimo verbale di invalidità civile, la documentazione sanitaria in originale con riferimento alla patologia invalidante non ancora riconosciuta, la fotocopia del documento di identità. Comunque sia per domande dubbi scrivetemi e cercherò di rispondervi. Alla prossima!

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Parliamo dell’Acufene o Tinnituss;

Chi per sua fortuna non ne ha mai sofferto, non può neanche immaginare il disagio che provoca questo oscuro nemico chiamato “acufene” esso infatti in maniera subdola attende che la confusione che ci affianca nelle caotiche giornate sparisca (ad esempio prima di addormentarci) per entrare causare disagi ancora maggiori. Proprio nei momenti di silenzio, l’acufene si manifesta in tutte le sue rappresentazioni, come scrosci di cascate in lontananza, leggero sibilo acuto o anche brusio a tonalità grave. L’acufene può essere fluttuante, quindi presentarsi in determinati periodi e poi andare via o costantemente, quest’ultimo ovviamente il peggiore. La definizione scientifica di tale parola, dall’inglese Tinnitus dal verbo latino “far tintinnare” è una percezione involontaria del suono di natura endogena, molto spesso associata all’ipoacusia. L’incidenza di questo disturbo è in aumento, si calcola che esso interessi il 10-17% della popolazione mondiale.

Come si cura?

Si cerca di indagare sulla causa del problema, magari di natura cervicale oppure si indaga sui pervietà dei vasi sovra aortici con un “eco color doppler”, ovviamente si effettua un esame audiometrico e una “acufenometria” cercando di individuare la frequenza dell’acufene e la sua intensità.

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